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Circolari

Legge di Stabilità 2016: Bonus per gli investimenti al Sud.

Categoria: Circolari
Pubblicato: Martedì, 01 Marzo 2016
Scritto da Donato Troia

La Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2015), ai commi da 98 a 108, ha introdotto un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2019,  e destinati a strutture produttive nelle zone assistite ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).

Possono essere beneficiari delle agevolazioni tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica (ditte individuali, società di persone e di capitali), dalle dimensioni aziendali nonché dal regime contabile adottato.

Sono espressamente esclusi dal novero dei soggetti beneficiari le imprese in difficoltà finanziaria e a quelle operanti nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia, delle infrastrutture energetiche, del credito, della finanza e delle assicurazioni.

Danno diritto al credito d’imposta gli investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale come definito all’art. 2, punti 49, 50 e 51, del Reg. UE n. 651/2014, relativi all’acquisto, anche tramite leasing, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo ammissibili alle deroghe previste dall’art. 107, paragrafo 3, lett. a) e c), del T.F.U.E. (Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea), come individuate dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2014-2020.

L’agevolazione è commisurata alla quota del costo complessivo degli investimenti eccedente gli ammortamenti dedotti nel periodo d’imposta relativi alle stesse categorie di beni d’investimento della stessa struttura produttiva, esclusi gli ammortamenti dei beni oggetto dell’investimento agevolato, nel limite massimo di:

  • 1,5 milioni di euro per le piccole imprese;
  • 5 milioni per le medie imprese;
  • 15 milioni per le grandi imprese.

L’importo dell’investimento agevolabile risulterà quindi pari a:

investimento agevolabile bene A = costo d’acquisto del bene A - ammortamenti dedotti categoria bene A (escluso ammortamento del bene acquistato).

Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni (tale costo non comprende le spese di manutenzione).

Nel caso di azienda con più unità produttive gli ammortamenti da dedurre sono solo quelli relativi all’unità produttiva interessata dal credito di imposta.

La misura dell’agevolazione è differenziata in relazione alle dimensioni aziendali:

  • 20% per le piccole imprese;
  • 15% le medie imprese;
  • 10% per le grandi imprese.

L’agevolazione non è cumulabile con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto gli stessi costi.

Il credito d’imposta:

  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17del Lgs. n. 241/1997, a decorrere dal periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’investimento;
  • non è soggetto all’ordinario limite di utilizzo di 250.000 annui previsto dall’art. 1, comma 53, della Legge 244/2007(Finanziaria 2008).

Il credito è ridotto in caso di mancato funzionamento degli impianti agevolati.

Ai fini della fruizione, i soggetti interessati devono trasmettere una comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Le modalità, i termini di presentazione e il contenuto della comunicazione saranno stabiliti mediante un apposito provve­di­mento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

A tale intervento sono destinate risorse per complessivi 617 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, la cui copertura è disposta:

  • per 250 milioni di euro annui mediante utilizzo delle risorse comunitarie e di cofinanziamento nazionale del Programma Operativo Nazionale (PON) “Imprese e Competitività 2014/2020” e nei Programmi FESR 2014/2020 delle Regioni in cui si applica il credito d’imposta;
  • per la restante parte pari a 367 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2019, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo sviluppo e coesione della programmazione 2014-2020.

I nostri uffici sono a Vs disposizione per qualsivoglia chiarimento.

Credito d'imposta alberghi

Categoria: Circolari
Pubblicato: Venerdì, 08 Gennaio 2016
Scritto da Donato Troia

La Legge di Stabilità 2016 stabilisce che il credito di imposta del 30% per la riqualificazione degli alberghi sarà riconosciuto anche nel caso in cui la ristrutturazione edilizia comporti un aumento della cubatura complessiva. La novità riguarda l’agevolazione istituita dal decreto Cultura riservata alle imprese alberghiere esistenti alla data del 1° gennaio 2012. Per poter usufruire del bonus, l’incremento della cubatura dell’albergo dovrà avvenire entro i limiti e secondo le modalità previste dal Piano Casa.

La legge di Stabilità 2016 dà dunque la possibilità di beneficiare del credito di imposta per la riqualificazione degli alberghi, istituito dall’art. 10 del DL 83/2014 (decreto Cultura ArtBonus), anche per l’ampliamento della struttura alberghiera.

L’emendamento dispone che entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della Legge di Stabilità  saranno fissate:

  1. le tipologie di strutture alberghiere ammesse al credito d’imposta;
  2. le tipologie di interventi ammessi al beneficio;
  3. le procedure per l’ammissione al beneficio;
  4. le soglie massime di spesa ammissibile per singola voce di spesa sostenuta;
  5. le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d’imposta.

L’agevolazione, disciplinata dal Decreto del Decreto Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo 7 maggio 2015 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 17 giugno 2015 n. 138), è valida nel triennio 2014 – 2016 e spetta alle strutture alberghiere esistenti al 1° gennaio 2012 per:

- interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia;

- interventi di incremento dell’efficienza energetica;

- interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;

- l’acquisto di mobili e di componenti d’arredo purché gli stessi siano destinati esclusivamente all’arredo degli immobili oggetto dei predetti interventi e non siano ceduti a terzi né destinati a finalità estranee all’esercizio d’impresa prima del secondo periodo d’imposta successivo.

Tale credito, in “de minimis” ai sensi del Regolamento UE n. 1407/2013, è pari al 30% delle spese ritenute ammissibili ed è concesso fino ad un massimo di 200.000 euro.

Il beneficio è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale e contributiva.

Per accedere all’agevolazione, deve essere presentata domanda al ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (MiBACT), in via telematica.

Con riferimento alle spese sostenute nel 2015, la compilazione delle domande sarà possibile dall’11 al 29 gennaio 2016, mentre l’invio telematico delle domande sarà possibile dal 1° al 5 febbraio 2016.

Per le spese sostenute nel 2016, le domande potranno essere compilate dal 9 al 27 gennaio 2017, mentre il l’invio telematico delle domande sarà possibile dal 30 gennaio al 3 febbraio 2017.

Il credito di imposta ottenuto:

- deve essere ripartito in 3 quote annuali di pari importo;

- deve essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite il mod. F24 (soltanto tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate);

- deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è concesso;

- non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP;

- non rileva ai fini della determinazione della quota di interessi passivi deducibile dal reddito d’impresa, ai sensi dell’art. 61 del TUIR;

- non rileva ai fini del calcolo del pro-rata di deducibilità sia degli interessi passivi che delle spese generali di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del TUIR.

Il Mibact verificherà l’ammissibilità della richiesta sulla base dei requisiti soggettivi, oggettivi e formali, nei limiti delle risorse disponibili, pari a 20 milioni di euro per il 2015 e a 50 milioni di euro per ciascuno anno dal 2016 al 2019 (del totale delle risorse disponibili per ciascun anno, una quota del 10% è destinata per il credito di imposta concesso per l'acquisto di mobili e componenti di arredo).

I nostri uffici sono a Vs disposizione per qualsivoglia chiarimento.

 

Imprese a tasso zero

Categoria: Circolari
Pubblicato: Mercoledì, 16 Settembre 2015
Scritto da Donato Troia

È stato pubblicato il Decreto MISE e MEF dell’ 8 luglio 2015  n.140 nella G.U. n. 206 del  5 settembre 2015, che fissa i criteri e le modalità di concessione degli incentivi a tasso zero dedicati alle donne e ai giovani tra i 18 e i 35 anni di età che vogliono creare nuove imprese.

Si tratta di nuove agevolazioni,  che puntano a sostenere, in tutta Italia, la nascita e lo sviluppo di micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile.

Nello specifico, possono beneficiare delle agevolazioni le imprese:

  1. costituite in forma societaria, ivi incluse le società cooperative;
  2. la cui compagine societaria è composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i diciotto e i trentacinque anni ovvero da donne; c) costituite da non più di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  3. di micro e piccola dimensione, secondo la classificazione contenuta nel regolamento GBER nonché nel decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005.

Sono agevolabili, fatti salvi i divieti e le limitazioni stabiliti dal regolamento de minimis, le iniziative che prevedono programmi di investimento non superiori a 1.500.000,00 euro.

I progetti possono riguardare la produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli, la fornitura di servizi in qualsiasi settore, ed infine il commercio e il turismo.

Particolare rilevanza è riservata alle attività di innovazione sociale, a quelle legate alla filiera turistico-culturale, alle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.

I programmi di investimento approvati saranno finanziati con un mutuo agevolato a tasso zero della durata massima di 8 anni e di importo massimo  pari al 75% delle spese ammissibili. Le imprese dovranno quindi garantire la copertura finanziaria della restante parte del programma di investimento con risorse proprie.

Gli investimenti dovranno essere realizzati entro 24 mesi dalla firma del contratto di finanziamento. Per la presentazione delle domande di agevolazione, si dovrà attendere il prossimo provvedimento del  Ministero dello sviluppo economico che indicherà i tempi e le modalità.

I nostri uffici sono a Vs disposizione per qualsivoglia chiarimento.

Programma Operativo Nazionale (PON) “Imprese e Competitività” 2014-2020

Categoria: Ambito Contabile, Amministrativo e Fiscale
Pubblicato: Mercoledì, 22 Luglio 2015
Scritto da Donato Troia

La Commissione Europea ha approvato il Programma Operativo Nazionale “Imprese e Competitività” 2014-2020, con una dotazione di oltre 2,4 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi provenienti dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) e 643 milioni di cofinanziamento nazionale.
Il programma sosterrà gli investimenti nelle aree meno sviluppate degli investimenti per tutto il periodo 2014-2020. Il Programma nasce dalla scelte effettuate a livello nazionale a seguito del processo di confronto istituzionale e partenariale condotto in Italia a partire dal 2013, durante il quale è emerso un forte e generale convincimento rispetto alla opportunità di un programma che intervenga nelle regioni meno sviluppate quali Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e in quelle in transizione quali Abruzzo, Molise e Sardegna, al fine di riavviare una dinamica di convergenza Sud/CentroNord bruscamente interrotta dalla prolungata fase recessiva degli ultimi 6 anni. Nell’ambito del programma, lo sviluppo del tessuto produttivo del Mezzogiorno è realizzato attraverso interventi di natura multi/sovraregionale, eventualmente differenziati territorialmente in funzione delle singole specificità regionali, afferenti i 4 Obiettivi Tematici (OT) individuati e corrispondenti ad altrettanti Assi di intervento.

Il Programma Operativo ha quattro obiettivi:
- Obiettivo Tematico “Innovazione”: rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione. L’asse I è finalizzato all’ incremento dell'attività di innovazione delle imprese, sulla base di una situazione di partenza che vede l’Italia essere ancora piuttosto distante dall’ obiettivo fissato dalla Strategia “Europa 2020” in relazione all’ammontare di spese di R&S;
- Obiettivo Tematico “Banda ultralarga e crescita digitale”: migliorare l’accesso e l’utilizzo dei servizi ICT. L’asse II, in coerenza con la Strategia italiana per la banda ultralarga, è finalizzato a contribuire alla realizzazione dell’obiettivo 3 dell'Agenda Digitale Europea di raggiungere entro il 2020 il 50% della popolazione europea per capacità ad almeno 100 Mbps;
- Obiettivo Tematico “Competitività PMI”: promuovere la competitività delle piccole e medie imprese. L’asse III è finalizzato a promuovere processi di riposizionamento competitivo del sistema produttivo meridionale, facilitando un processo già in corso, ovvero il rafforzamento di società e settori in grado di produrre con metodi sostenibili e di tenere testa alla concorrenza internazionale, e a valorizzare potenzialità inespresse del tessuto produttivo esistente;
- Obiettivo Tematico “Efficienza energetica”: sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. L’asse IV contribuisce al rilancio della competitività territoriale del Mezzogiorno mediante interventi volti a garantire il pieno dispiegamento degli effetti della “rivoluzione” della produzione di energia da fonti rinnovabili.

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Linea di sovvenzione “Fast Track for Innovation Pilot” – Horizon 2020

Categoria: Ambito Contabile, Amministrativo e Fiscale
Pubblicato: Mercoledì, 22 Luglio 2015
Scritto da Donato Troia

È attualmente aperto il bando di Horizon 2020 “Fast Track to Innovation Pilot”. L’azione pilota Fast Track to Innovation (FTI) è una misura, nell’ ambito del programma Horizon 2020, completamente bottom-up per promuovere attività di innovazione close-to-the-market. La FTI Pilot prevede finanziamenti per proposte in ogni settore tecnologico o applicativo. Questa apertura tematica, combinata con la possibilità per tutti gli attori dell’innovazione di lavorare insieme e fornire innovazione sul mercato e/o nella società, dovrebbe nutrire la cooperazione transdisciplinare ed intersettoriale. L’obiettivo è quello di:
- ridurre il tempo from idea to market;
- stimolare la partecipazione di candidati per la prima volta ai finanziamenti UE per la ricerca;
- aumentare gli investimenti privati in ricerca e innovazione.

A differenza dello SME Instrument o del programma Eurostars, non è limitato alle PMI ma è aperta a tutti i tipi di partecipanti. Le proposte per il finanziamento devono essere presentate da consorzi costituiti da tre a cinque soggetti giuridici stabiliti in almeno tre diversi Stati membri UE o paesi associati ad Horizon 2020. La partecipazione sostanziale dell’industria in azioni FTI sarà obbligatoria per garantire una rapida diffusione nel mercato (rapida significa entro un periodo di tre anni dall’inizio dell’azione FTI).
La partnership di progetto deve dunque coinvolgere soprattutto attori del mondo industriale. Possono poi partecipare anche università, enti di ricerca e organizzazioni specialistiche del settore tecnologico. E’ particolarmente caldeggiata la partecipazione di attori che possano giocare un ruolo chiave nello sviluppo di processi di commercializzazione, quali reti di imprese, cluster, associazioni di categoria (sia industriali che di consumatori), investitori, incubatori, persino nel settore pubblico.

Deve poi essere soddisfatta almeno una delle seguenti condizioni:
- almeno il 60% del budget complessivo della proposta deve essere allocata su partner industriali;
- in una partnership di tre o quattro membri, almeno due devono essere partner industriali;
- in una partnership di cinque membri, i soggetti industriali dovranno essere almeno tre.
Solo concetti innovativi che hanno raggiunto un Technology Readiness Level (TRL) almeno pari a 6 saranno presi in considerazione, supportando azioni dalla fase di dimostrazione fino alla diffusione sul mercato, tra cui fasi come piloting, banchi di prova, sistemi di validazione in ambiente operativo o di produzione.

L’azione pilota sarà implementata nel 2015 e 2016 con un bilancio totale di €200 milioni (100 milioni di euro all’anno) attraverso la priorità di Horizon 2020 “Societal Challenges” e l’obiettivo specifico “Leadership in Enabling and Industrial Technologies”, senza ulteriori restrizioni sugli argomenti. L’azione pilota sarà attuata attraverso una call continuamente aperta, il che significa che le proposte possono essere presentate in qualsiasi momento.
Le proposte saranno valutate e classificate e le decisioni di finanziamento adottate dopo le tre date di cut-off ogni anno. Le prossime date cut-off nel 2015 sono il 01/09/2015 ed 01/12/2015; le tre date di cut-off per il 2016 saranno rese pubbliche in un secondo tempo. Il time-to-grant sarà di sei mesi al massimo. Come per altre azioni di innovazione, il tasso di finanziamento UE è del 70% del costi ammissibili. In particolare, il contributo Ue per le Università e le PMI è pari al 100% dei costi diretti ammissibili e al 25% dei costi indiretti. Per le grandi industrie il contributo è pari al 70% dei costi diretti e al 25% dei costi indiretti. Il contributo indicativo UE per azione dovrebbe essere tra 1 e 2 milioni di euro; in casi debitamente giustificati, un contributo comunitario fino a €3 milioni può essere considerato.

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