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Circolari

Industria 4.0: agevolazioni per rilanciare la competitività del sistema produttivo lucano.

Categoria: Circolari
Pubblicato: Martedì, 09 Gennaio 2018
Scritto da Donato Troia

È stato pubblicato sul BUR n. 1 del 01/01/2018 della Regione Basilicata l'Avviso Pubblico “Industria 4.0 - Impresa 4.0 - Agevolazioni per l’innovazione e lo sviluppo di tecnologie abilitanti”, approvato con DGR n. 1407 del 21/12/2017.

Il presente Avviso intende incentivare gli investimenti ad alta intensità di conoscenza ed i cicli d’innovazione rapidi su tecnologie abilitanti (Key Enabling Tecnologies – KETs). La finalità è rilanciare la competitività del sistema lucano in raccordo con gli obiettivi del Piano Nazionale dell’Industria 4.0, attraverso il sostegno degli investimenti in innovazione, trasferimento tecnologico, competenze e tecnologie digitali del sistema produttivo regionale per innalzarne i livelli di competitività e di competenza. L’obiettivo finale è dunque aumentare la competitività del sistema produttivo regionale, salvaguardare posti di lavoro e crearne dei nuovi, incrementare il valore della produzione, e coinvolgere il sistema scolastico promuovendo i percorsi di alternanza scuola e lavoro.

Le agevolazioni  consentono alle imprese di richiedere contributi per:

- ottimizzare i processi produttivi;

- supportare i processi di automazione industriale e sistemi di interconnessione;

- acquisire servizi di innovazione specialistica e di trasferimento tecnologico all’industria 4.0;

- sviluppare tecnologie di produzione anche con nuovi materiali a tecnologie avanzate.

Destinatari dell’agevolazione del presente Avviso Pubblico sono le Grandi imprese, le Medie, le Piccole e Micro imprese, che intendono realizzare nuovi investimenti sul territorio della Regione Basilicata.

Il programma d’investimento può essere articolato nei due seguenti progetti specifici:

  • Tipologia A: progetto d’investimenti innovativi finalizzati all’introduzione e allo sviluppo delle tecnologie abilitanti (KETs) dell’industria 4.0;
  • Tipologia B: progetto di trasferimento e Know-how tecnologico, attraverso servizi altamente qualificati di consulenza tecnico scientifica a sostegno dell’innovazione.

Il programma di investimento candidato deve prevedere obbligatoriamente il progetto di cui alla “Tipologia A”. Per le Grandi Imprese non sono ammissibili ad agevolazione i progetti di cui alla Tipologia B.

I programmi d’investimento ammissibili ad agevolazione devono essere avviati successivamente alla data di inoltro della domanda di agevolazione, e devono essere ultimati entro e non oltre 24 mesi dalla data di notifica del provvedimento di concessione, fatta eccezione per i progetti relativi alla “Tipologia B” che devono essere ultimati entro 18 mesi.

Sono ammissibili i programmi di investimento con un importo candidato uguale o superiore a €80.000,00.

A pena di inammissibilità di tutte le domande, ciascun proponente può presentare una sola istanza a valere sul presente Avviso.

Sono ammissibili ad agevolazione, con riferimento al progetto specifico di cui alla “Tipologia A”, le seguenti tipologie di spese:

a) Spese generali, nel limite massimo del 7% dell’importo totale del programma di investimento ammissibile ad agevolazione e comunque fino ad un importo massimo di contributo pari a € 60.000,00 (spese per consulenze redazione progetto di investimento; spese tecniche di progettazione industriale; spesa relativa alla perizia tecnica giurata; spese per collaudi; spese per polizze fidejussorie relative all’anticipazione);

b) Spese connesse all’investimento materiale (realizzazione di opere murarie e assimilate a esclusivo asservimento degli investimenti, nel limite massimo del 20% dell’importo complessivo del programma di investimento ammissibile ad agevolazione; macchinari, impianti di produzione strettamente necessari al ciclo di produzione e dimensionati all’effettiva produzione, attrezzature varie, hardware e mezzi mobili non targati, identificabili singolarmente e a servizio esclusivo della sede operativa oggetto di intervento);

c) Spese connesse all’investimento immateriale (programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa; spese connesse all’acquisizione di certificazioni volontarie).

Con riferimento ai progetti di cui alla “Tipologia B”, sono ammissibili le seguenti tipologie di spese:

1) acquisto per l’ottenimento, la convalida e la difesa di brevetti ed altri attivi immateriali di supporto all’industria 4.0. nel limite del 20% dell’investimento complessivo ammissibile;

2) i costi di messa a disposizione di personale altamente qualificato da parte di un Organismo di ricerca e diffusione della conoscenza, che svolga attività di ricerca, sviluppo e innovazione in una funzione di nuova creazione nell’ambito dell’impresa beneficiaria e non sostituisca altro personale;

3) servizi di consulenza all’innovazione e al trasferimento tecnologico.

L’importo massimo del contributo relativo alle suddette spese di cui alla “Tipologia B” non può superare il 20% del progetto di cui alla “Tipologia A” e nel limite massimo di € 100.000,00.

Sono ammissibili le spese per macchinari, impianti e attrezzature acquistate anche attraverso contratti di leasing che prevedono la clausola di riscatto.

Sull’importo delle spese ritenute ammissibili è concesso un contributo in conto impianti, come di seguito dettagliato: 

 

Tipologia progetto

Piccole e Micro imprese

Medie Imprese

Grandi imprese

A. Progetto per la realizzazione di investimenti innovativi

 

45%

 

35%

 

25%

B. Progetto di accompagnamento alla conoscenza dell’industria 4.0 anche attraverso servizi altamente qualificati di consulenza e sostegno all’innovazione

 

 

50%

 

 

50%

 

 

Non ammissibile

L’impresa deve garantire il cofinanziamento del programma di investimento attraverso risorse proprie (capitale proprio e/o finanziamento esterno), attestato da un istituto di credito, e pari almeno alla quota residua dell’investimento candidato al netto del contributo. Una quota del cofinanziamento, minimo del 25% dell’investimento candidato, deve essere priva di qualsiasi forma di sostegno pubblico.

Il contributo massimo concedibile non potrà superare l’importo di € 500.000,00.

La dotazione finanziaria complessiva del presente avviso è pari a € 7.760.000,00 a valere sulle risorse del Fondo previsto dall’art. 45 della legge 23 luglio 2009, n.99 e ss.mm.ii. assegnato alla Regione Basilicata con DM 14 settembre 2016.

La procedura di presentazione delle domande di agevolazione è a sportello telematico. Lo sportello telematico sarà aperto a partire dalle ore 8.00 del giorno 15/02/2018 e fino alle ore 18.00 del giorno 15/04/2018. L’ordine di istruttoria delle istanze alle agevolazioni è determinato dal punteggio ottenuto in fase di compilazione della candidatura telematica.

I nostri uffici sono a Vs disposizione per qualsivoglia chiarimento.

“Resto al Sud”: incentivi ai giovani per l’avvio di attività imprenditoriali nel Mezzogiorno

Categoria: Circolari
Pubblicato: Lunedì, 18 Settembre 2017
Scritto da Donato Troia

Il 12 agosto 2017 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la L. n. 123/2017, di conversione al Decreto Legge 20 giugno 2017, n. 91, recante “Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”. Il Provvedimento, entrato in vigore dal giorno successivo (13 agosto 2017), intende sostenere la nascita e la crescita delle imprese nel Mezzogiorno. Infatti, grazie alla misura denominata “Resto al Sud”, i soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni residenti in una delle regioni del Mezzogiorno, possono chiedere un incentivo economico, fino a 50.000 euro.

La misura è rivolta, dunque, ai soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni che presentino i seguenti requisiti:

  • siano residenti in una delle seguenti regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) al momento della presentazione della domanda o vi trasferiscano la residenza entro 60 giorni dalla comunicazione del positivo esito dell'istruttoria;
  • non risultino già beneficiari, nell'ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell'autoimprenditorialità.

Attraverso la misura “Resto al Sud” si offre ai giovani meridionali che non dispongano di mezzi propri per avviare un’attività propria, nell’ambito della produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria ovvero relativa alla fornitura di servizi, una dotazione che può arrivare fino a 50.000 euro, di cui:

  • il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante;
  • il 65% sotto forma di prestito a tasso zero, concesso da Istituti di credito.

Tale prestito deve essere rimborsato entro otto anni complessivi dalla concessione del finanziamento, di cui i primi due anni di pre-ammortamento, e usufruisce del contributo in conto interessi e della garanzia.

Nel caso in cui l'istanza sia presentata da più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, ivi incluse le società cooperative, l'importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 50 mila euro per ciascun socio, che presenti i requisiti su illustrati, fino ad un ammontare massimo complessivo di 200 mila euro, ai sensi e nei limiti del Regolamento (UE) n. 1407/2013 sulla disciplina degli aiuti de minimis.

A norma dell’art. 1, co. 6 del D.L. n. 91/2017, le forme giuridiche ammesse all’incentivo sono le seguenti:

  • Impresa individuale;
  • Società, ivi incluse le società cooperative.

Sul punto, appare opportuno specificare che le società, ivi incluse le società cooperative, possono essere costituite anche da soci che non abbiano i requisiti anagrafici richiesti (da 18 a 35 anni) a condizione che:

  • la presenza di tali soggetti nella compagine societaria non sia superiore ad un terzo dei componenti;
  • non abbiano rapporti di parentela fino al quarto grado con alcuno degli altri soci.

Tuttavia, tali soci non possono in alcun modo accedere ai finanziamenti previsti. In altre parole, la circostanza secondo la quale in una società vi siano soci over35, e che questi ultimi non superino un terzo dei componenti, non pregiudica la possibilità agli altri soci (tra i 18 e i 35 anni) di poter richiedere l’incentivo.

Rientrano nel progetto “Resto al Sud”, e di conseguenza nella possibilità di chiedere i predetti incentivi:

  • le attività imprenditoriali relative a produzione di beni nei settori dell'artigianato, agricolo e dell'industria, ovvero relativi alla fornitura di servizi.

Mentre restano escluse dal finanziamento le attività:

  • libero professionali e del commercio (ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività di impresa).

Per l'attuazione del progetto “Resto al Sud” saranno destinate le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione - programmazione 2014-2020, di cui all'articolo 1, comma 6, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, e successive modificazioni, per un importo complessivo fino a 1.250 milioni di euro.

Si attendono alcuni provvedimenti per la piena operatività del Decreto “Resto al Sud”.

I nostri uffici sono a Vs disposizione per qualsivoglia chiarimento.

Ricerca e sviluppo: il MIUR stanzia fondi per il rilancio della competitività di PMI e grandi imprese.

Categoria: Circolari
Pubblicato: Sabato, 12 Agosto 2017
Scritto da Donato Troia

Il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (MIUR) ha approvato l’avviso n. 1735/2017 in attuazione del Programma Nazionale per la Ricerca per il finanziamento dei progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di PMI e grandi imprese, stanziando 497 milioni di euro, di cui risorse del PON “Ricerca e Innovazione” per 327 milioni e risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) per 170 milioni di euro. Scopo dell’iniziativa è quello di incentivare la cooperazione fra pubblico e privato, favorendo l’applicazione industriale di risultati scientifici, così da arrivare a immettere sul mercato soluzioni, servizi e prodotti innovativi.

Un intervento dunque che punta al rafforzamento del paese stesso, incentivandolo e spingendolo verso la competizione internazionale. Il bando copre dodici aree di specializzazione intelligente scelte a livello nazionale che vanno appunto dall’Aerospaziale al Made in Italy.

Le proposte potranno essere presentate da partenariati pubblico-privati costituiti da:

- imprese (PMI e grandi imprese), partecipanti in forma singola o associata. Le imprese dovranno risultare regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese entro e non oltre il 1° luglio 2016 nonché essere dotate di personalità giuridica;

- Università;

- Enti pubblici di ricerca, dotati di personalità giuridica entro e non oltre il 1° luglio 2016;

- altri Organismi di ricerca pubblici e privati;

- amministrazioni Pubbliche.

Ai fini dell’ammissibilità, il partenariato dovrà:

- essere costituito da almeno un soggetto di diritto pubblico e da almeno un soggetto di diritto privato;

- prevedere la partecipazione di almeno una PMI e di almeno una Università o ente di ricerca;

- prevedere che una quota non inferiore al 20% (venti per cento) dell’ammontare totale dei costi debba essere sostenuta direttamente da Università e/o Enti Pubblici di Ricerca di cui al D.M. 593/2016.

I progetti proposti dovranno avere un importo compreso tra 3 milioni e 10 milioni di euro e prevedere lo sviluppo di attività di ricerca industriale e di non preponderante sviluppo sperimentale (ossia l’ammontare totale dei costi ammissibili di ricerca industriale dovrà prevalere sull’ammontare totale dei costi ammissibili di sviluppo sperimentale) nelle seguenti aree di specializzazione:

- Aerospazio;

- Agrifood;

- Blue Growth;

- Chimica verde;

- Cultural Heritage;

- Design, creatività e Made in Italy;

- Energia;

- Fabbrica Intelligente;

- Mobilità sostenibile;

- Salute;

- Smart, Secure and Inclusive Communities;

- Tecnologie per gli ambienti di vita.

Le attività progettuali realizzate dovranno essere svolte nell’ambito di una o più delle proprie unità operative ubicate nelle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), in una misura pari ad almeno l’80% del totale dei costi ammissibili esposti in domanda.

Una quota non superiore al 20% delle attività potrà essere realizzata anche nelle Regioni del Centro - Nord, purché sia dimostrato il beneficio per i territori del Mezzogiorno in termini occupazionali, di capacità di attrazione di investimenti e competenze, di rafforzamento della competitività delle imprese e di valorizzazione dei risultati della ricerca.

Nel campo della ricerca industriale, il bando copre fino a un massimo del 50% della spesa, mentre in quello dello sviluppo sperimentale va dal 25% al 50% per le PMI e dal 25% al 40% per le Grandi Imprese; il contributo viene concesso in misura pari al 50% per tutti gli altri soggetti considerati ammissibili.

Rientrano tra i costi ammissibili quelli per le spese del personale e i costi degli strumenti e delle attrezzature, ma anche i costi dei fabbricati e dei terreni. Sono ammessi inoltre i costi per la ricerca contrattuale assieme a tutte le voci di spesa generali supplementari imputabili al progetto in questione, nonché i costi per i materiali.

Ciascun progetto dovrà essere avviato successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione: non saranno pertanto ammissibili le attività che a tale data risultino essere state già effettuate o avviate da parte dei soggetti proponenti.

Il progetto potrà avere una durata massima di 30 mesi, prorogabile una sola volta e per un massimo di ulteriori 6 mesi, previa motivata richiesta da parte del soggetto capofila e a condizione che sia stata rendicontata una quota di spesa non inferiore al 60% dell’ammontare totale dei costi del progetto ammessi alle agevolazioni.

Le domande potranno essere presentate fino alle ore 12.00 del 9 novembre 2017.

L’istanza dovrà contenere, in allegato, i seguenti documenti:

- il progetto di ricerca e sviluppo, elaborato obbligatoriamente in lingua italiana e in lingua inglese;

- un capitolato tecnico, nel quale è obbligatorio descrivere, a pena di nullità, le attività di progetto, inserendo per ciascun soggetto proponente il dettaglio delle attività tra ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale, il dettaglio dei costi relativi a dette attività e l’area geografica in cui vengono sostenuti. Nel caso in cui il partenariato pubblico-privato comprenda soggetti che partecipano in forma associata (consorzio con attività esterna, società consortile e rete di impresa) il capitolato tecnico dovrà contenere l’indicazione dei soggetti attuatori del Progetto, tra coloro che aderiscono alla forma associata, la corrispondente attività, i costi e la relativa localizzazione della stessa.

I progetti saranno valutati da un panel di esperti tecnico-scientifici in base ai seguenti criteri:

- capacità tecnico-organizzativa dei proponenti;

- qualità della proposta progettuale;

- impatto del progetto in termini di risultati attesi.

I progetti valutati positivamente dagli esperti tecnico-scientifici, che risultino dotati di copertura finanziaria, saranno sottoposti ad una valutazione da parte di esperti economico-finanziari finalizzata a verificare la solidità e l’affidabilità economico-finanziaria dei soggetti privati, in ordine alla capacità di sostenere economicamente l’investimento proposto.

I nostri uffici sono a Vs disposizione per qualsivoglia chiarimento.

Agevolazioni alle imprese per la diffusione e il rafforzamento dell’economia sociale

Categoria: Circolari
Pubblicato: Sabato, 12 Agosto 2017
Scritto da Donato Troia

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il decreto direttoriale del 26 luglio 2017, definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione, e fornisce indicazioni utili per la migliore attuazione della misura a sostegno dell’economia sociale, un regime di aiuto volto a sostenere la nascita e la crescita delle imprese operanti, in tutto il territorio nazionale, per il perseguimento delle finalità di utilità sociale e degli interessi generali, istituito con decreto ministeriale 3 luglio 2015.

I soggetti beneficiari delle agevolazioni sono le seguenti tipologie di imprese, regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese e inserite negli elenchi, albi, anagrafi previsti dalla rispettiva normativa di riferimento, alla data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni:

  • imprese sociali costituite in forma di società, di cui al decreto legislativo n. 155/2006 e successive modifiche;
  • cooperative sociali e relativi consorzi, di cui alla legge n. 381/1991;
  • società cooperative aventi qualifica di ONLUS ai sensi del decreto legislativo n. 460/1997.

L’intervento prevede la concessione di aiuti ai sensi dei regolamenti europei “de minimis”, da erogare sotto forma di finanziamenti agevolati per programmi di investimento delle predette imprese in qualunque settore, purché coerenti con le relative finalità istituzionali.

Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente decreto i programmi di investimento finalizzati alla creazione o allo sviluppo delle citate imprese:

  1. compatibili con le rispettive finalità statutarie;
  2. organici e funzionali all’attività esercitata;
  3. avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione. L'acquisto del suolo aziendale e i lavori preparatori quali la richiesta di permessi o la realizzazione di studi di fattibilità non sono considerati come avvio del programma;
  4. che presentino spese ammissibili, al netto dell’IVA, non inferiori a euro 200.000,00 (duecentomila/00) e non superiori a euro 10.000.000,00 (diecimilioni/00).

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese necessarie alle finalità del programma di investimento, sostenute dall’impresa beneficiaria a partire dalla data di presentazione della domanda e relative all'acquisto di beni e servizi rientranti nelle seguenti categorie:

a) suolo aziendale e sue sistemazioni;

b) fabbricati, opere edili / murarie, comprese le ristrutturazioni;

c) macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica;

d) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;

e) brevetti, licenze e marchi;

f) formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’impresa beneficiaria, funzionali alla realizzazione del progetto;

g) consulenze specialistiche, quali studi di fattibilità economico-finanziaria, progettazione e direzione lavori, studi di valutazione di impatto ambientale;

h) oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge;

i) spese per l’ottenimento di certificazioni ambientali o di qualità;

l) spese generali inerenti allo svolgimento dell’attività d’impresa.

Per quanto riguarda le spese di cui alla lettera a), le spese relative all’acquisto del suolo aziendale sono ammesse nel limite del 10% dell’investimento complessivo agevolabile. Le spese di cui alla lettera b) non possono da sole costituire un programma organico e funzionale agevolabile. Le spese generali di cui alla lettera l) sono ammissibili nella misura massima del 20% del totale delle spese rientranti nelle altre categorie.

Le agevolazioni sono concesse nella forma di finanziamento a tasso agevolato a valere sul FRI (Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca di cui alla legge 30 dicembre 2004, n. 311), nonché di un contributo alla spesa a valere sul FCS (Fondo per la crescita sostenibile di cui al decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83), riconosciuto, in alcuni casi, in aggiunta al Finanziamento agevolato.

Il Finanziamento agevolato deve essere associato a un Finanziamento bancario a tasso di mercato di pari durata erogato dalla Banca finanziatrice. Il Finanziamento agevolato e il Finanziamento bancario sono regolati in modo unitario da un unico contratto di Finanziamento, per una percentuale di copertura delle spese ammissibili pari all’80% (ottanta per cento). Nell’ambito del contratto di Finanziamento, una quota pari al 30% (trenta per cento) è costituita dal Finanziamento bancario e la restante parte, pari al 70% (settanta per cento), è costituita dal Finanziamento agevolato.

Il tasso di interesse da applicare al Finanziamento agevolato è fissato nella misura dello 0,50% (zero virgola cinquanta per cento) annuo.

L’impresa deve garantire la copertura finanziaria del programma di investimento attraverso l’apporto di risorse proprie, ovvero mediante finanziamento esterno, per un importo pari ad almeno il 20% (venti per cento) delle spese ammissibili complessive.

La durata del Finanziamento non può essere superiore a 15 (quindici) anni, comprensiva di un periodo di preammortamento commisurato alla durata in anni interi del programma e, comunque, non superiore a 4 (quattro) anni decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto di Finanziamento.

Per i programmi che prevedono investimenti non superiori a tre milioni di euro al finanziamento agevolato è associato un contributo non soggetto a restituzione pari al 5 % dei costi del programma.

La valutazione dei programmi di investimento si baserà, tenuto conto del territorio di riferimento e dei soggetti destinatari, sulla verifica della sussistenza di potenziali ricadute positive con riferimento ad almeno uno dei seguenti obiettivi:

  1. incremento occupazionale di categorie svantaggiate;
  2. inclusione sociale di soggetti vulnerabili;
  3. raggiungimento di specifici obiettivi volti alla salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dei beni storico-culturali;
  4. conseguimento di ogni altro beneficio derivante da una attività di rilevante interesse pubblico o di utilità sociale in grado di colmare uno specifico fabbisogno all’interno di una comunità o territorio attraverso un aumento della disponibilità o della qualità di beni o servizi.

Le domande potranno essere presentate, con la procedura a sportello adottata dalla misura, previo ottenimento da una delle banche finanziatrici convenzionate della delibera di finanziamento, a partire dal 7 novembre prossimo.

I nostri uffici sono a Vs disposizione per qualsivoglia chiarimento.

ENERGIA E TURISMO. Nuovi strumenti agevolativi per le imprese operanti nel territorio lucano.

Categoria: Circolari
Pubblicato: Sabato, 12 Agosto 2017
Scritto da Donato Troia

Sono state pubblicate sul BUR della Regione Basilicata, n. 29 del 1 agosto 2017, le Deliberazioni di Giunta Regionale con le quali sono stati approvati gli Avvisi Pubblici "Ricettività di qualità" e "Efficientamento energetico delle Imprese", rivolti rispettivamente al sistema turistico locale e alle micro, piccole, medie e grandi imprese. L’obiettivo del primo Avviso, con una dotazione iniziale di 12,4 milioni di euro, è quello di sostenere le imprese del settore turistico per migliorare la qualità dell’offerta ricettiva e la competitività delle strutture ricettive esistenti. Invece, il secondo Avviso, con una dotazione finanziaria di circa 30 milioni di euro, intende agevolare le imprese nella realizzazione, nelle proprie sedi operative, di investimenti finalizzati al miglioramento dell'efficienza energetica anche attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia destinata al solo “autoconsumo”.

 

 Avviso Pubblico "Ricettività di qualità"

La finalità dell’Avviso è sostenere le imprese del settore turistico per migliorare la qualità dell’offerta ricettiva e la competitività delle strutture ricettive esistenti, favorire la creazione di nuovi posti letto e di posti di lavoro utilizzando il patrimonio immobiliare esistente e valorizzando le principali destinazioni turistiche regionali.

Possono accedere alle agevolazioni le PMI (micro, piccole e medie imprese), che intendono realizzare il proprio programma di investimento in strutture ubicate nel territorio della Regione Basilicata e che siano già costituite e iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competente alla data di inoltro della domanda di agevolazione.

Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento da realizzare sul territorio della Regione Basilicata, realizzati sul patrimonio immobiliare già esistente e promossi nel settore turistico-alberghiero di cui ai Codici Ateco:

  • 55.10 - “Alberghi e strutture simili”;
  • 55.20 - “Alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni” ad esclusione delle “Attività di alloggio connesse alle aziende agricole” rientrante nella categoria codice ateco ISTAT 2007 55.20.52, e “Case ed appartamenti per vacanze, case per ferie e bed and Breakfast” rientrante nella categoria codice Ateco ISTAT 2007 55.20.51.

Nel dettaglio, le attività economiche finanziabili sono le seguenti:

- attività ricettive alberghiere ed extralberghiere;

- attività di ristorazione direttamente correlate a un’attività ricettiva esistente;

- attività sportive direttamente correlate a un’attività ricettiva esistente;

- attività inerenti il benessere fisico della persona direttamente correlate ad una attività ricettiva esistente;

- attività inerenti la congressualità direttamente correlate ad una attività ricettiva esistente.

In riferimento alle predette attività economiche e alle attività ricettive correlate, le tipologie di programmi di investimento ammissibili ad agevolazioni sono i seguenti:

- attivazione di nuova attività ricettiva e delle relative attività complementari;

- ampliamento di attività ricettiva esistente;

- riqualificazione di attività ricettiva esistente;

- riattivazione di attività ricettiva esistente;

- attivazione di nuove attività complementari a una struttura ricettiva esistente;

- ampliamento di esistenti attività complementari a una struttura ricettiva esistente;

- riqualificazione di esistenti attività complementari a una struttura ricettiva esistente.

I programmi di investimento, alla data di presentazione della domanda, devono essere corredati di progettazione almeno definitiva e di tutte le autorizzazioni propedeutiche all’avvio dell’investimento.

Sono ammissibili i programmi di investimento con un importo candidato uguale o superiore a €200.000,00. In merito alle spese ammissibili, si evidenzia che le opere murarie ed assimilate e impianti di cui al DM 37/2008, comprese le spese di ristrutturazione, sono agevolabili nel limite massimo del 70% dell’importo complessivo del programma di investimento.

Sull’importo delle spese ritenute ammissibili è concesso un contributo in conto impianti, secondo le intensità espresse in termine di equivalente sovvenzione lorda (ESL), di cui alla Mappa degli aiuti a finalità regionale 2014/2020, pari al:

- 45% delle spese ammesse ad agevolazione per le micro e piccole imprese;

- 35% delle spese ammesse ad agevolazione per le medie imprese.

L’impresa deve garantire che almeno una quota del 25% dell’investimento candidato deve essere priva di qualsiasi forma di sostegno pubblico.

Il contributo massimo concedibile non potrà superare € 700.000,00.

La procedura di presentazione delle Domande di Agevolazione è a sportello telematico. Lo sportello telematico sarà aperto a partire dalle ore 8.00 del giorno 01/10/2017 e fino alle ore 20.00 del giorno 15/11/2017

La procedura di selezione delle domande di agevolazione è di tipo valutativo a graduatoria ai sensi dell’articolo 5, comma 2 del D.Lgs. 123/98 e ss.mm.ii.

 

Avviso Pubblico "Efficientamento energetico delle Imprese"

La finalità della misura è quella di agevolare le imprese nella realizzazione, nelle proprie sedi operative, di investimenti finalizzati al miglioramento dell'efficienza energetica anche attraverso l'utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili per la produzione di energia destinata al solo “autoconsumo” con l’obiettivo di promuovere la riduzione dei consumi e delle correlate emissioni inquinanti e climalteranti degli impianti produttivi mediante la razionalizzazione dei cicli produttivi, l'utilizzo efficiente dell'energia e l’integrazione in situ della produzione di energia da fonti rinnovabili.

Possono accedere alle agevolazioni le Grandi imprese, le Medie, le Piccole e Micro imprese che intendono realizzare l’investimento in sedi operative ubicate o da ubicarsi nel territorio della Regione Basilicata e che siano già costituite e iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competente, alla data di inoltro della candidatura telematica.

Il settore di attività deve rientrare in uno dei seguenti Codici ATECO ISTAT 2007:

  • C - Attività manifatturiere, con l’esclusione dei seguenti codici: 20.6, 24.10, 24.20.1, 24.20.2, 24.31, 24.32, 24.33, 24.34, 30.11, 33.15;
  • G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli;
  • I – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione;
  • J – Servizi di informazione e comunicazione;
  • N – Noleggio, agenzia di viaggio, servizi di supporto alle imprese, ad esclusione delle divisioni 77, 78, 79, 80, 81;
  • Q – Sanità e assistenza sociale;
  • R - Attività creative, artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento;
  • S – Altre attività di servizi, ad esclusione della divisione 94.

Gli interventi ammissibili ad agevolazione devono essere compresi tra quelli suggeriti dalla diagnosi energetica eseguita secondo le specifiche del D.Lgs. 102/2014.

Sono ammissibili ad agevolazione le seguenti tipologie di intervento:

Tipologia 0 – diagnosi energetica e spese tecniche per le sole PMI

Tale tipologia di intervento è ammessa ad agevolazione solo per le PMI. Le diagnosi energetiche, per le PMI che non rientrano nella tipologia di cui agli obblighi previsti all’art. 8 del D.lgs 102/2014 potranno essere predisposte da un tecnico abilitato iscritto all’albo, esterno all’organizzazione del proponente e senza vincoli di dipendenza con l’impresa.

Tipologia A - Interventi di efficienza energetica

a) installazione d’impianti di cogenerazione ad alto rendimento;

b) interventi finalizzati all'aumento dell'efficienza energetica nei processi produttivi, diretti a ridurre i consumi energetici tali da determinare un significativo risparmio annuo di energia primaria (a solo titolo esemplificativo: sostituzione dei sistemi di riscaldamento, condizionamento, alimentazione elettrica e illuminazione, se impiegati nei cicli di lavorazione funzionali alla riduzione dei consumi energetici come ad esempio building automation, motori a basso consumo, rifasamento elettrico dei motori, installazione di inverter, sistemi per la gestione e il monitoraggio dei consumi energetici);

c) interventi finalizzati all'aumento dell'efficienza energetica dell’immobile oggetto della sede operativa (a solo titolo esemplificativo: isolamento termico dei perimetri dove si svolge il ciclo produttivo come ad esempio rivestimenti, infissi, isolanti). Non sono ammissibili interventi di natura strutturale sugli immobili;

d) sostituzione puntuale di sistemi e componenti a bassa efficienza con altri a maggiore efficienza energetica;

e) installazione di nuove linee di produzione ad alta efficienza energetica, nonché interventi che mirano all’efficientamento d’impianti già esistenti.

Tipologia B - Interventi di installazione di impianti da fonti rinnovabili

L’energia prodotta deve essere interamente destinata all'autoconsumo della sede operativa oggetto del programma d’investimento candidato. Saranno agevolati gli interventi d’installazione d’impianti da fonti rinnovabili realizzati nel lotto di ubicazione della sede operativa e fino ad una potenza nominale non superiore a 500 kW elettrici e solo se destinata all’autoconsumo della sede produttiva.

L’intervento della tipologia 0 deve essere candidato obbligatoriamente insieme agli interventi della tipologia A e/o B. Non sono ammissibili ad agevolazione i programmi di investimento che prevedono il solo intervento della tipologia 0. Il programma di investimento, invece, può ricomprendere solo interventi della tipologia A o solo interventi della Tipologia B oppure interventi di entrambi le tipologie.

I programmi di investimento ammissibili ad agevolazione devono essere avviati successivamente alla data di inoltro della candidatura. La predisposizione del documento di diagnosi energetica non costituisce avvio dell’investimento in quanto attività propedeutica all’individuazione degli interventi oggetto di agevolazione a valere sul presente avviso pubblico.

Sono ammissibili i programmi di investimento con un importo candidato almeno pari a €40.000,00 al netto di IVA.

In merito alle spese ammissibili, si evidenzia che le opere murarie ed assimilabili, a esclusivo asservimento di impianti/macchinari oggetto del programma di investimento candidato, sono agevolabili nel limite massimo del 40% degli investimenti di cui alla tipologia A lettera a) e nel limite del 60% per gli interventi di cui alla Tipologia A lettera c).

Sull’importo delle spese sostenute ritenute ammissibili è concesso un contributo in conto impianti, entro i limiti delle intensità espresse in termini di equivalente sovvenzione lorda (ESL), di cui alla Mappa degli aiuti a finalità regionale 2014/2020 e previste per il presente Avviso Pubblico come di seguito riportato:

- per le Grandi Imprese un aiuto non superiore al 30% delle spese ammesse ad agevolazione fino ad un contributo massimo di € 500.000,00 e massimo di € 800.000,00 per le grandi imprese energivore;

- per le Medie Imprese un aiuto non superiore al 40% delle spesa ammesse ad agevolazione fino ad un contributo massimo di € 400.000,00 e massimo di € 600.000,00 per le imprese energivore;

- per le Piccole Imprese un aiuto non superiore al 50% delle spese ammesse ad agevolazione fino ad un massimo di € 300.000,00 e massimo di € 500.000,00 per le imprese energivore;

- per le Micro Imprese un aiuto non superiore al 50% delle spese ammesse ad agevolazione fino ad un massimo di € 200.000,00 e massimo di € 400.000,00 per le imprese energivore.

L’impresa deve garantire che almeno una quota del 25% dell’investimento candidato deve essere priva di qualsiasi forma di sostegno pubblico.

La procedura di presentazione delle Domande di Agevolazione è a sportello telematico. Lo sportello telematico sarà aperto a partire dalle ore 8.00 del giorno 01/10/2017 e fino alle ore 20.00 del giorno 30/11/2017. L’ordine di istruttoria delle istanze alle agevolazioni è determinato dal punteggio ottenuto in fase di compilazione della candidatura telematica.

I nostri uffici sono a Vs disposizione per qualsivoglia chiarimento.